Parcheggi automatizzati interrati: la nuova frontiera della sosta

Tabella dei Contenuti

Introduzione

La carenza di posti auto nelle città è un problema che affligge quotidianamente milioni di italiani. Nel nostro Paese, siamo molto affezionati all’auto e la preferiamo a qualsiasi altra soluzione di trasporto. Ciò comporta un sovraffollamento di vetture in tutti quei centri urbani ove gli stalli non sono sufficienti a garantire la sosta a ogni automobilista.

Per sopperire a questa  limitazione è possibile optare per parcheggi automatizzati interrati, aree nelle quali si affida la propria auto a un operatore apposito, o a un sistema informatico dedicato che, in maniera automatica, la colloca e custodisce mentre non viene utilizzata.

I sistemi di parcheggio  automatizzati garantiscono un’efficienza spaziale ben maggiore di quelli a rampa. Si calcola che, a parità di ampiezza, un’area di sosta di questo tipo possa ospitare fino a 10 automobili in più, dal momento che la movimentazione veicolare è affidata ad apposite piattaforme traslanti per auto e non occorrono corsie di circolazione. Il conducente non dovrà compiere alcuna manovra per posizionare la sua vettura, né spostarsi a piedi tra i piani limitandosi a lasciarla sul supporto mobile. Ciò si traduce in altro tempo guadagnato.

Piattaforme traslanti e sistemi di sollevamento

Ogni parcheggio automatizzato interrato deve sottostare alla normativa che regola gli scavi edili ed essere posizionato in zone libere dalla presenza di falde acquifere o resti archeologici. Terminata questa valutazione e presa la decisione di realizzare un’area di sosta a sistema automatico occorre stabilire, in base all’ampiezza della sede e al budget disponibile, se utilizzare una piattaforma traslante oppure un elevatore, per movimentare i veicoli.

La soluzione più semplice ed economica è quella della piattaforma automatizzata. Essa si sposta in linea orizzontale o verticale, di alcuni metri, muovendosi lungo appositi binari che la trasferiscono all’interno del parcheggio.
Il sistema di sollevamento automatico, invece, è costituito da un ascensore. Al posto di muovere persone da un pianerottolo all’altro, sposta automobili di livello in livello.
Questa soluzione è più complessa della precedente e richiede un investimento più cospicuo.

L’utilizzo di sistemi automatici come quelli descritti consente di risparmiare tutto lo spazio normalmente dedicato alle corsie di manovra. Il Decreto Ministeriale del 1 febbraio 1986 prescrive per questi spazi una larghezza minima di 4,50 metri che diventano 5,00 m nei tratti antistanti al box di sosta o agli stalli ortogonali rispetto al senso di marcia. Norme di buon senso, poi, prevedono una maggiorazione di 0,5 – 1 m su questi minimi, data la tendenza al costante aumento di dimensione delle vetture. Affidando a bracci meccanici automatizzati il compito di traslare le automobili negli stalli interrati a esse  destinati, tutto lo spazio di manovra può essere risparmiato e sfruttato per collocare ulteriori parcheggi per auto.

Tecnologia e sicurezza nei parcheggi automatizzati interrati

All’interno di parcheggi automatizzati interrati sono posti sensori tecnologici di ultima generazione con il compito preciso di supervisionare le condizioni dell’area di sosta: quanti parcheggi sono stati occupati e quanti sono ancora liberi? Il sistema di movimentazione sta leggendo bene la situazione del riempimento stalli? Procede tutto alla giusta velocità e i mezzi si spostano correttamente? Queste sentinelle ipertecnologiche monitorano tutto e lo comunicano al sistema informatico atto alla
gestione del parcheggio interrato.

Questo custode virtuale trasmette su un display le informazioni relative all’occupazione agli operatori umani in loco, o da remoto, i quali possono tenere sempre la situazione sotto controllo nonché intervenire celermente se fosse necessario, così come agli utenti che desiderano fermare la propria auto e possono verificare se nell’area di sosta prescelta vi sia spazio disponibile. La tecnologia di un parcheggio automatico interrato prevede generalmente la collocazione di uno o più dei seguenti rilevatori:

  • sensori a infrarossi: misurano il calore degli oggetti, ad esempio le auto, e vengono usati per tenere sotto controllo la situazione della movimentazione delle vetture;
  • sensori a ultrasuoni: impiegati per captare le onde sonore e segnalare il rumore dei mezzi al sistema centrale. I più avanzati riescono a collocare gli ostacoli sul display di controllo e a prevenire collisioni tra le auto che si muovono sfruttando soltanto la riflessione del suono prodotto.
    Normalmente, nei parcheggi, si inserisce uno di questi primi due tipi di rilevatori;
  • sensori di prossimità: percepiscono l’avvicinamento alla loro posizione di veicoli e persone;
  • sensori magnetici: leggono la posizione delle ruote sfruttando i campi magnetici dalla loro posizione privilegiata, al di sotto della pavimentazione dello stallo;
  • sensori di pressione: se presenti, sostituiscono quelli magnetici perché collocati nella stessa posizione. Riescono a rilevare la differenza di peso messo a terra in caso di stallo pieno o vuoto;
  • sensori di rilevamento delle immagini: molto sofisticati, impiegano telecamere e algoritmi di visione artificiale per rilevare la presenza di auto e la conseguente disponibilità di aree per la sosta.

Per una gestione ottimizzata del parcheggio interrato, sarebbe bene utilizzare una combinazione di questi sensori ma, a seconda delle dimensioni del progetto e del budget, non è sempre possibile farlo.

Occhio all’aerazione!

Nell’ambito della sicurezza, i due elementi chiave di un parcheggio interrato automatizzato sono due. Il primo è l’aspetto relativo alla realizzazione della pavimentazione di parcheggi coperti. In un’area di sosta con sistema automatico la normativa è leggermente meno stringente di quanto sia per le strutture a rampa.
Nelle prime, infatti, la vettura è collocata su piattaforme o elevatori automatici dotati di sistemi di bloccaggio, e resta ferma durante l’intera movimentazione, diversamente da quanto accada in parcheggi non dotati di questi dispositivi, ove la vettura giunge sulle proprie gomme fin dentro lo stallo. Il secondo è il circolo e ricircolo dell’aria.

L’aerazione nei parcheggi interrati automatizzati non è solo di fondamentale importanza per l’utente umano che consegna e ritira la sua auto, dal momento che migliora la qualità dell’aria riducendo l’impatto dei fumi di scarico, bensì è anche necessaria per ridurre il rischio di incendio o esplosione e abbassare l’umidità nella stagione invernale, impedendo all’acqua piovana penetrata all’interno di ghiacciare, rendendo scivolose le corsie di circolazione all’interno della struttura.

 

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